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Home Itinerari Ciociari Perchè organizzare una vacanza in Val Comino?
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Tortino di tacchino al tartufo nero

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Prodotti Ciociari

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Salsiccia di Castro dei Volsci

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Pecorino ai bronzi

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Panpapato

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Fagiolone di Vallepietra

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Ciambelle al vino

"Ciambelle al vino catalogate fra Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, dell...

Caprino presamico (di latte vaccino) di Supino

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Ricotta di bufala Campana

"La tradizione della produzione della "Ricotta di Bufala Campana" racconta di un legame strettissimo...

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Perchè organizzare una vacanza in Val Comino?

Pubblicato il 13 Aprile 2012  da CristinadR  In itinerari
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prodotti tipici ciociari vallecomino 16A questa domanda moltissime possono essere le risposte ma io credo che è sufficiente affermare che è un amore a prima vista perchè in Val Comino la natura è arte, i paesaggi aprono il cuore e la mente, la cucina sa di buono e casareccio,

i prodotti tipici emanano i sapori e gli odori della terra e dove l'ospitalità è garantita...tutto ciò rende questo luogo magico, da visitare, d'amare e posso garantirvi che una volta entrati nella Val Comino sarà difficile lasciarla e non amarla più.

Un pò d'informazioni per organizzare la vostra vacanza in Val Comino

Origine del nome
L'origine del nome, secondo una tradizione consolidata, più volte messa in discussione, risalirebbe alla città di Cominium, di cui Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso narrano la distruzione nel 293 a.C., durante la terza guerra sannitica. Anche se in nessuna epigrafe di epoca romana rinvenuta nella zona appare il nome della città, nel Medioevo l'intera valle era già denominata Comino nei documenti, e con questo nome è presente negli scritti di Flavio Biondo e Leandro Alberti. Il nome è sempre sopravvissuto nell'uso popolare, e compare nella denominazione ufficiale di San Donato Val di Comino, della XIV comunità montana "Valle di Comino" e dell'Unione dei Comuni "Val di Comino". (fonte wikipedia

Un pò di tutto e di più
Nella valle, in passato caratterizzata da una forte presenza di terreni seminati a frumento, granturco ed erba medica e di coltivazioni di vite e di olivo, ancora oggi si producono vino ed olio d'oliva di qualità: in particolare la vinificazione delle uve di cabernet e di altri vitigni pregiati, iniziata dopo la metà dell'Ottocento e affinatasi negli anni, ha dato luogo alla DOC di Atina. Anche la pastorizia (bovini e soprattutto ovini) è stata per secoli una risorsa di prim'ordine, per la presenza di ottimi terreni per l'alpeggio alle quote più alte: questo ha dato luogo alla produzione di ricotta e formaggi tuttora rinomati, nonostante la diminuzione quantitativa di quest'attività.
La Valle di Comino è oggetto di una discreto movimento turistico, anche per i rientri estivi degli emigrati e dei loro discendenti. Vi sono molte opportunità per escursioni a piedi nel versante laziale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e, in misura minore, per gli sport invernali. La valle è contrassegnata da luoghi rilevanti di pellegrinaggio religioso, come l'antichissimo Santuario della Madonna di Canneto presso la sorgente del Melfa, di San Gerardo di Silions a Gallinaro e di San Donato d'Arezzo nel paese omonimo, il cui culto è attestato in un documento del 778. In anni recenti, a partire da una apparizione avuta dalla veggente Giuseppina Norcia nel 1947, a Gallinaro si è sviluppato il culto di Gesù Bambino, meta di numerosi pellegrinaggi.
Durante l'estate, specialmente ad agosto, i paesi del Comino, arroccati sulle alture della conca, strapieni di visitatori e emigrati, danno luogo a una successione di feste e sagre, illuminandosi a turno e quasi a gara in splendidi fuochi d'artificio, fino a culminare nella suggestiva processione notturna del rientro a Settefrati dell'immagine della Madonna di Canneto, il 22 agosto.
Tra le numerose tradizioni folkloristiche presenti nella valle è particolarmente significativa quella degli zampognari. Nella zona di Picinisco, San Biagio Saracinisco e Villa Latina - con una stretta integrazione con il vicino Molise, in particolare con Scapoli- l'attività legata alla produzione e al suono della zampogna è ancora molto intensa. Negli ultimi anni, accanto all'abituale "migrazione temporanea" del periodo natalizio, si sono affermate varie iniziative di approfondimento e di riscoperta culturale di questa tradizione, sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista etno-antropologico..
L'esistenza di artisti girovaghi stagionali provenienti dalla Valle di Comino e dalle zone limitrofe dell'alta valle del Liri è documentata fin dal XVIII secolo. Nel XIX secolo l'Inchiesta agraria per il circondario di Sora rammenta l'antica tradizione vagabonda dei montanari di Picinisco e San Biagio Saracinisco, suonatori e conduttori di orsi per spettacoli di piazza. La memoria orale di spettacoli con "ballo dell'orso" tenuti da abitanti di San Biagio e di Cardito di Vallerotonda si è conservata fino agli anni 80 del secolo scorso. Questa intensa attività stagionale, che a volte coinvolgeva interi gruppi familiari che si trasferivano temporaneamente in Francia e in Inghilterra, e che la Valle aveva in comune con una grande quantità di piccoli centri appenninici posti fra i 600 e i 1200 metri di altitudine è stata considerata come il prototipo e l'inizio dell'emigrazione vera e propria. (fonte wikipedia)

I Prodotti Tipici

  • Formaggi di pecora (Pecorino di Picinisco Dop)
  • Ricottine fresche
  • Formaggi di capra
  • Marzolina di San Donato
  • Miele
  • Torrone di Alvito
  • Pane cotto al forno a legna
  • Tartufo
  • Funghi di vario genere
  • Olio monovarietale extravergine di marina (OLIVA MARINA)
  • Cannellino di Atina Dop
  • Capretto da latte
  • Agnello castrato
  • Carni bovine
  • Prosciutto
  • Salsicce secche conservate sott’olio
  • Salsiccia della Valle del Comino
  • Verdura Jolapi, Verza, Broccoletti, Asparagi selvatici
  • Frutta come le prugne di Atina e Picinisco
  • Pesce di lago e di fiume del Melfa e del Fibreno
  • Creazioni artigianali (uncinetto, maglia...)
  • Atina Semillon Doc
  • Vino Atina DOC

Come raggiungerci
La Valle di Comino è facilmente raggiungibile dall'Autostrada A1, nel tratto Roma-Napoli sia da nord, uscita Frosinone oppure uscita Ferentino che da sud, uscita Cassino, percorrendo rispettivamente le superstrade Frosinone-Sora e la Cassino-Sora. Mentre se si proviene dall'Abruzzo è raggiungibile percorrendo l'A24 uscita Avezzano per poi immettersi sulla superstrada Avezzano-Sora conosciuta come "Superstrada del Liri".(fonte wikipedia)

Ultima modifica Venerdì 13 Aprile 2012 19:29
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