La ciocia è una scarpa tipica del basso Lazio e il suo nome e la sua forma deriva dalla calzatura Soccus (simile alla pantofola) indossata nell'antica Roma da contadini, pastori, legionari; in un passo dell'Eneide si evince che la ciocia era utilizzata dal popolo ciociaro nella zona di
Ferentino, Anagni, Alatri, Veroli e Frosinone fino a diventare nel tempo il blasone del Frusinate.
Le ciocie erano realizzate con pellame conciato o naturale di bovino, suino, ovino, bufalino, molto resistente e robusto adatto all'uso quotidiano dei lavori nei campi e a lunghi cammini su strade impervie. Le ciocie sono composte da un triangolo di cuoio chiuso sul davanti, leggermente a punta che costituisce la suola e da stringhe o corregge che girano intorno alla gamba; generalmente queste calzature sono indossate unitamente alle "pezze" cioè una fascia di tessuto bianco che avvolge tutto il piede. Gli utensili utilizzati per la costruzione delle ciocie sono le lesine o coltelli per il taglio del cuoio e la sgorbia, cioè uno scalpello a lama, per la foratura del pellame dove far passare le stringhe.
L'uso delle cioce è stato abbandonato nel tempo e ai giorni nostri vengono indossate esclusivamente in eventi folkloristici dai zampognari o come calzatura del tradizionale costume ciociaro.